AUTOMOBILISMO. Il navigatore di Valentino Rossi ha visionato il tracciato della 1000 Miglia che torna dopo 23 anni
Il suo nome compare fra i membri della FIA, Fédération Internationale de l´Automobile, federazione di circa 150 Automobile Club nazionali di oltre 100 Paesi del mondo, rappresentanti quasi 100 milioni di automobilisti.
Carlo Cassina, istruttore nella Scuola Federale Rally CSAI, e che dai più è conosciuto come il navigatore di Valentino Rossi co-driver di professione, è stato in visita a Vicenza qualche tempo fa per decidere, assieme alla Scuderia Palladio, organizzatrice della tappa vicentina, per quali strade della provincia far passare la storica 1000 Miglia.
L´appuntamento è fissato per giovedì 17 maggio. E sarà di certo una giornata tutta da gustare.

Cassina, l´edizione 2012 della Mille Miglia è un grande ritorno a Vicenza. Perché questa decisione?
«L´idea di far passare la Mille Miglia per Vicenza è nata dopo un incontro con un caro amico, Mauro Peruzzi, presidente della Scuderia Palladio di Vicenza, l´anno scorso a Verona durante l´edizione 2011 della gara. In quell´occasione si parlò per la prima volta dopo 23 anni di far tornare la gara a Vicenza».
Come è stato raggiunto questo importante risultato?
«A monte vi è una precisa indagine di fattibilità che tiene conto di tutte le componenti organizzative: da quella commerciale a quella amministrativa, da quella politica fino a quella tecnica. Ecco, io mi occupo della parte tecnica. Mi fu chiesto se tecnicamente si poteva fare, cioè se la Mille Miglia poteva passare per Vicenza. Il concetto è semplice: basta pensare al percorso della gara come ad elastico: si può tirare da una parte o dall´altra, l´importante è fare in modo che non si spezzi, nella vita reale significa rispettare comunque la regolamentazione tecnico-sportiva. In poche parole, occorreva trovare un posto entro i confini vicentini dove predisporre una prova cronometrata. La Mille Miglia infatti è una gara di regolarità, vuol dire che tutti i partecipanti devono (o meglio, dovrebbero) rispettare una media di 50 km/h secondo il codice della strada. La prova cronometrata invece è una prova di abilità e si terrà a Monte Berico».
Manca poco alla partenza da Brescia. È tutto pronto?
«Sto disegnando la traccia della gara. Pensate che sono più di 210 i comuni interessati dalla Mille Miglia. Ebbene, io conosco a memoria tutte le strade, ogni singola curva. La Mille Miglia ce l´ho già tutta davanti agli occhi».
Cosa rende la Mille Miglia un evento non solo popolare, ma anche culturale e forse addirittura storico?
«Oltre alla bellezza e all´immenso valore delle auto d´epoca che vi partecipano, questa manifestazione è una vetrina prestigiosa, visto il seguito di spettatori e l´interesse mondiale che suscita. Inoltre ricalca tutte le vecchie strade statali. Oggi ci si sposta spesso su autostrade dove al massimo vediamo qualche autogrill. Il percorso della Mille Miglia viene valutato proprio in modo da poter ammirare le diverse bellezze territoriali. Il bello sta in questo: infilarsi dentro al territorio e scoprire le ricchezze di ogni regione. Ecco perché la Mille Miglia è un vero evento, non solo dal punto di vista sportivo... A differenza delle solite competizioni, si ha l´occasione di attraversare i centri storici delle città. Quale altra gara può entrare in Piazza della Signoria a Firenze?».
Secondo Lei, cosa è cambiato rispetto ad una volta? Si è perso qualcosa con il passare degli anni?
«Non esiste più il turismo d´automobile e anche a livello sportivo si è registrata una recessione rispetto ad una volta. Le giovani generazioni ricercano emozioni diverse».
Quel che non è mai passato è il dolore delle ferite che la Mille Miglia porta con sé nell´arco della sua storia...
«Una volta la Mille Miglia era una gara di velocità su strade normali.
Dopo la tragedia di Portago, la Mille Miglia è cambiata. C´è chi l´ha bollata come “gara pericolosa". Io non sceglierei questa etichetta. Piuttosto mi viene da dire che c´è sempre qualche furbetto che vorrebbe guidare al di sopra del consentito».
La gente la conosce perché è il navigatore di Valentino Rossi.
«Sì, conosco Valentino Rossi da quando era piccolo. All´inizio ho corso con Graziano, suo padre. Poi con Vale, vincendo assieme alcune gare di rally».
Cosa serve per fare questo lavoro?
«La passione, che poi in questo lavoro vuol dire informarsi, curiosare, scoprire».
Fonte Il Giornale di Vicenza, 24 marzo 2012







