La più famosa, ma soprattutto la più rimpianta nel suo percorso interamente veneto, è la Piovene Rocchette-Asiago: quasi 22 chilometri di binario, in parte a cremagliera che dalla pianura vicentina portava nella capitale dei Sette Comuni. Era detta La più ardita e alta d’Italia. Quella tratta nata nel 1910 e che dal 1958, lungo la quale saliva e scendeva la "Vaca-mora" non c’è più, resta il simbolo di tutte le ferrovie, quasi sempre immerse nel verde, che hanno dovuto cessare l’esercizio per lasciare spazio alla motorizzazione su gomma.
Il Veneto ha migliaia di chilometri di sedimenti abbandonati da ricordare. In alcuni casi angoli di quelle che furono indimenticabili ferrovie sono oggi fortunatamente recuperati, quasi sempre resuscitati a piste ciclabili per il nuovo turismo fuori porta. È il caso della Calalzo-Cortina-Dobbiaco, 64 chilometri in gran parte ora sfruttati d’inverno come splendida pista da fondo e in estate come ’autostradà per mountain bike. Nata nel 1921 sino al 1964 questa ferrovia detta «delle Dolomiti» venne progettata e realizzata dal genio militare.
E ancora, l’Adria-Ariano Polesine (15 chilometri), la Affi-Garda (11), la Verona-Caprino (34), la Ostiglia - Treviso (113 chilometri attraverso cinque province che oggi gli amici della bicicletta chiedono fortemente di recuperare completamente a percorso ciclo-pedonale) la Peschiera -Sant’Antonio Mantovano (di 34,5 chilometri, con i suoi dolci declivi sino a Valeggio lungo la riva sinistra del Mincio appena nato dal lago di Garda).
È il vicentino tuttavia che ha il maggior numero di chilometri di ferrovie dimenticate: ecco allora la Vicenza - Noventa, la Vicenza-Valdagno, la Arzignano - Chiampo, la Vicenza-Bassano e la Vicenza-Montagnana: si tratta di linee in parte elettriche in parte avapore, quasi tutte volute e gestite dalle Ferrotramvie Vicentine.
Intanto visitare alcuni degli scorci più suggestivi e gustosì del Veneto a bordo di carrozze d’epoca trainate da una vaporiera del 1916, capace di arrivare alla velocità massima di 75 chilometri all’ora, tra qualche mese sarà un sogno di facile realizzazione.
L’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso e i rappresentanti di Sistemi Territoriali e Associazione Società Veneta Ferrovie (Svf) hanno sottoscritto un accordo che ha come obiettivi proprio la creazione di un Treno Storico a Vapore del Veneto e il ripristino funzionale della Rimessa Locomotive di Primolano (Vicenza), che diventerà sede operativa del treno stesso.
I membri dell’associazione sono diventati proprietari della locomotiva a vapore Breda 880.001, che tra circa un lustro festeggerà i 100 anni di vita, grazie alla donazione della Famiglia Marchiorello che aveva salvato la vaporiera dalla demolizione negli anni ’80. SVF ha anche acquisito due vetture storiche dal Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano, uno dei musei ferroviari più prestigiosi in Italia, e sta recuperando, altre carrozze passeggeri tra cui una mitica "centoporte".
Treni speciali viaggeranno a partire dal 2012 in aree di interesse turistico e in occasione di grandi manifestazioni rievocative.
fonte: Ansa
A spasso tra i binari abbandonati
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