Provincia di campioni. E a ragione. Vicenza in campo sportivo se la... gioca come fosse in Champions League. È impressionante il volume di fuoriclasse prodotto dal Vicentino, per la gioia di chi crede nello sport come veicolo promozionale del territorio.
È il caso di Vicenza Sport Commission, che sulla Provincia dei Campioni sta impegnando le proprie energie, tracciando uno studio sulla capacità del territorio di calamitare gli interessi diffusi di quanti amano lo sport inteso non solo come vacanza al seguito di appuntamenti agonistici, ma anche come forma di turismo attivo e partecipato, di quanti amano comiugare la cultura alle attività all’aperto.
Ricapitolando, Vicenza e la sua provincia sono una porzione d’Italia, un centesimo di territorio e popolazione. Ma come è stato fatto notare «non c’è sulla terra altrettanto concentrato di personaggi sportivi di specialità diverse».
Un riassunto, per entrare nel tema. Su tutti c’è il “divin codino” Roberto Baggio da Cresole di Caldogno
, stella del calcio mondiale e Pallone d’oro nel 1993. Occupa la sedicesima posizione (primo italiano) nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer ed è stato inserito da Pelè nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi divulgata il 4 marzo 2004. Pur non avendo mai vinto la classifica dei marcatori, è il quinto realizzatore di sempre del campionato di Serie A con 205 gol, preceduto da Piola, Nordahl, Meazza e Altafini. In Nazionale conta 56 presenze e 27 gol, che lo collocano al quarto posto tra i realizzatori in maglia azzurra. In totale tra club e nazionale ha giocato 700 partite ufficiali segnando 318 gol.
È inoltre l'unico calciatore italiano ad aver segnato in tre diverse edizioni dei Campionati del mondo (1990, 1994 e 1998).
Non sono vicentini di nascita ma hanno eletto Vicenza a loro casa: è il caso di Paolo “Pablito” Rossi, eroe dei mondiali di Spagna del 1982 e Pallone d’Oro nello stesso anno e di Gabriella Dorio, oro nei 1.500 ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984.
Ma la Provincia d’Oro è questo e altro. Dai ciclisti Giovanni Battaglin (da Marostica, vincitore del Giro d’Italia e della Vuelta nel 1981) ai campioni del mondo su strada Marino Basso, Alessandra Cappellotto e, ultima della serie, fresca reduce da Mendrisio, Tatiana Guderzo. Senza scordare l’incredibile “paron” Tullio Campagnolo, l’inventore del cambio moderno e gregari che hanno fatto la storia del ciclismo, da Lucillo Lievore ad Imerio Massignan.
E come scordare Enrico Fabris, nativo dell'Altopiano di Asiago e pattinatore su ghiaccio con l’istinto del cannibale, medaglia d’oro nei 1.500 e nell’inseguimento a squadre ai Giochi Olimpici di Torino, un palmares nell’alta velocità da brivido.
E a proposito di velocità, perchè non citare assoluti talenti del calibro dei rallysti Franco Cunico e Miki Biasion e motociclisti come Franco Picco, l’eroe della Dakar?
Eppoi le squadre. Il mitico Lanerossi Vicenza Calcio, le ragazze della Pallacanestro Vicenza, capaci di inanellare 11 scudetti nazionali, 14 giovanili, 5 Coppe dei Campioni ed una Ronchetti nella loro gloriosa storia, oppure il talento delle ragazze del Famila Schio, sempre più sulla cresta dell’onda, dall’alto di tre scudetti e due Coppe Ronchetti?.
Il gran finale? Di corsa. Con due maratoneti del calibro di Gelindo Bordin da Longare, primo italiano ad avere mai vinto una maratona olimpica, accadde ai Giochi di Seul nel 1988, e Orlando Pizzolato, per due volte trionfatore nella mitica maratona di New York, nel 1984 e 1985.
Basta questo per innamorarsi della Provincia dei Campioni?
Andrea Mason







