Palladium Cup, un successo annunciato.
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- Creato: Lunedì, 19 Settembre 2011 09:51
Difesa impeccabile e muro super hanno ovviato ai problemi cronici di una battuta mai esaltante
Bene, brave, bis. La festa azzurra si replica a Bassano, solo che a differenza della modesta Spagna di venerdì, stavolta l'avversaria era la giovane e talentuosa Serbia. La netta vittoria vale all'Italia anche il primo posto nella Palladium Cup, davanti a serbe e spagnole nell'ordine. Per lunghi tratti la sorpresa dell'ultimo World Grand Prix è stata presa a pallate da Piccinini e compagne e, quando ha cercato di reagire, è stata spesso costretta all'errore da una squadra meglio organizzata nel muro-difesa.
Difficile individuare una singola protagonista del trionfo: è stata quella che si chiama una vittoria del gruppo, capace di ovviare ai cronici problemi di una battuta mai ficcante sfiancando le rivali con una difesa impeccabile e un attacco stratosferico. Lo Bianco ha saputo amministrare le bocche da fuoco, regalando a turno alle compagne di squadra momenti di gloria sottolineati dal pubblico.

L'Italia vista giovedì a S. Bonifacio (dove la Serbia ha vinto in quattro set) è sembrata solo un brutto ricordo; e non basta la pur importante assenza di Brakocevic a spiegare l'involuzione delle balcaniche e la metamorfosi delle azzurre. A dieci giorni dalla rassegna continentale è arrivata insomma quella iniezione di fiducia che serviva dopo un'estate a corrente alternata, anche per i molti esperimenti operati da Massimo Barbolini. Ieri invece il tecnico modenese si è affidato all'ex "blocco Bergamo", un nucleo di atlete esperto e ben affiatato con Lo Bianco in palleggio, Ortolani opposta, Piccinini e Del Core in banda e Arrighetti al centro, completato dalla "russa" Gioli e il libero di emergenza Carocci.
Il primo set è un Ortolani-show (7 punti, 100 per cento in attacco),anche se la Serbia ci mette del suo nei momenti caldi. L'Italia scatta sempre trascinata dal suo opposto (4-1, 9-5, 19-15, 24-21) ma ogni volta le ospiti trovano il contro-break sfruttando alcuni appannamenti della ricezione azzurra (12-12, 21-21, 24-24). Nel finale Malesevic non passa e due errori ospiti accendono il PalaBassano (26-24). Terzic cambia la diagonale palleggiatore-opposto nel secondo set, dove l'Italia cresce in ricezione e cala in attacco, mentre la Serbia perde il filo nei momenti sbagliati. Nikolic e compagne mettono la testa avanti (6-8), le azzurre replicano colpo su colpo e Piccinini mette il turbo: 14-11. La Serbia impatta e sorpassa, viene ricacciata indietro ancora dalla Picci (22-18), finché un altro errore balcanico vale il 2-0. Barbolini nel terzo mandando in campo Costagrande e Anzanello; l'Italia ci mette un po' a ingranare, ma quando lo fa se ne va in scioltezza (16-12).
La partita in pratica è già finita e il tecnico azzurro dà spazio anche a Ferretti per provare la regista di scorta. Costagrande sfrutta la sua freschezza contro una difesa stanca e rassegnata. Il pubblico esplode sul muro di Anzanello (25-17). Questa volta le azzurre non devono sforzarsi per sorridere nel dopogara.
Fonte Il Giornale di Vicenza
Al Palabassano questa sera lagara decisiva per la classifca della Palladium Cup
Chi si aggiudicherà la prima edizione della palladium cup - 20° Le Piramidi? Lo si scoprirà solo stasera a Bassano, dove si sfidano due delle nazionali più forti d'Europa. E quindi del mondo. Italia e Serbia sono assieme alla Russia le autentiche dominatrici della scena continentale, anche se entrambe sono entrate da pochi anni nell'élite europea. Le azzurre grazie alla straordinaria generazione allenata prima da Bonitta e poi da Barbolini; le serbe per ragioni geo-politiche (prima c'era la nazionale jugoslava).
Ad unire Italia e Serbia ci sono anche i campionati europei in programma dal 22 settembre al 2 ottobre a Monza, Busto Arsizio, Belgrado e Zrenjanin, ai quali le rispettive nazionali saranno ovviamente presenti nelle vesti di paesi ospitanti. Il test del PalaBassano sarà dunque una cartina di tornasole della condizione attuale delle due squadre, a meno di due settimane dall'evento.
L'Italia si presenta all'appuntamento con le ossa rotte (letteralmente, nel caso della mano di Paola Cardullo: difficile il suo recupero). Problemi fisici anche per Merlo, che ha lasciato il posto a Carocci (che si gioca la maglia da libero con Leonardi) e per Piccinini, non al meglio. L'asso nella manica di Barbolini si chiama Carolina Costagrande: la fuoriclasse italo-argentina è al suo primo grande evento con la maglia azzurra e questa nazionale ha un estremo bisogno del suo braccio pesante e della sua classe. La "russa" Simona Gioli è tornata al suo ruolo originale di centrale, dove fa coppia con Arrighetti, mentre in posto due il tecnico modenese ha riproposto Serena Ortolani.
Completano lo starting seven la schiacciatrice Antonella Del Core e, ovviamente, la regista Eleonora "Leo" Lo Bianco. Questo schieramento permette all'Italia di sfruttare il doppio cambio inserendo Ferretti e Guiggi (con due centrali in prima linea) oltre alle doti in seconda linea della giovane Bosetti, efficace in difesa e in battuta. Dall'altra parte della rete le azzurre troveranno una squadra che ha centimetri (tanti, soprattutto con Brakocevic), esperienza (Nikolic) e gioventù (Ninkovic, Rasic e Malagurski).
Fonte Il Giornale di Vicenza, 11 settembre 2011
A partire dal minuto 6:36 il servizio sui campionati del mondo di orienteering in mountainbike svoltisi nei Colli Berici dal 20 al 28 agosto scorsi.
Rossetto, un debutto d'argento
Lo scledense esulta: «Non credevo di poter vincere una medaglia con questi avversari» Finlandia e Danimarca. Danimarca e Finlandia. Continua a soffiare il vento del Settentrione sul Mondiale. I primi titoli iridati della settimana vicentina, quelli della prova long distance, vanno ai due paesi nordici. Ma c'è anche una grande Italia. Lo scledense Riccardo Rossetto ha conquistato l'argento tra gli Uomini Junior. Sulla direttrice Marostica - Bassano arriva la prima medaglia (di bronzo) per un'atleta italiana in un'edizione dei campionati del mondo. A portarla a casa è la donna più attesa dall'ambiente azzurro, Laura Scaravonati. La biker cremonese è partita a mezzogiorno in punto dalla piazza degli Scacchi, quando il termometro sfiorava i 40 gradi. Sui sentieri della pedemontana bassanese l'hanno raggiunta sia la veterana finlandese Ingrid Stengard, 36 anni e sei medaglie mondiali in carriera, sia la biondissima Rikke Kornvig, dominatrice della prova di qualificazione. Laura però non si è demoralizzata, ha continuato a spingere cercando scelte di percorso diverse da quelle delle avversarie per riguadagnare il terreno perso. Non è bastato. Riccardo Rossetto da Schio, non ancora ventenne, per anni ha praticato la mountain bike tradizionale e ama leggere le cartine geografiche, ma fino a due anni fa nemmeno sapeva ci fosse uno sport che univa le sue due passioni. Un amico orientista della Misquilenses lo ha invitato a una gara, così, per provare. E le sue prestazioni non sono passate inosservate ai selezionatori azzurri Bianchi e Sacchet, che, fiutato il potenziale lo hanno subito portato in nazionale. Ci hanno visto bene, perché ieri il biker scledense ha regalato all'Italia uno splendido argento tra gli uomini Junior. E i suoi margini sono ancora grandissimi, se l'anno prossimo deciderà di continuare nella categoria Elite. Meglio di lui, di circa due minuti, c'è stato solo un'atleta danese (tanto per cambiare), Andreas Proschowsky, mentre il bronzo al russo Medvedev. Dall'Europa dell'Est arriva anche l'intero podio delle Junior donne. L'oro va alla moscovita Svetlana Poverina. Classe 1993, orientista a tutto tondo (pratica anche lo sci-orienteering e la corsa orientamento), Svetlana ha vinto a Bassano il suo primo titolo iridato. Infine la categoria Men Elite, che prevedeva il percorso più lungo e massacrante: 37 chilometri con 1350 metri di dislivello. A spuntarla è stato il finnico Saarela, che ha dosato le forze nella parte iniziale, ha iniziato il forcing sulla salita della Rosina (dove ha fatto segnare il miglior intertempo, aggiudicandosi il premio speciale “Gran Moravia") e nel finale ha aumentato il ritmo, arrivando a sfiorare il muro delle due ore. Stremato, si è fatto attendere durante la cerimonia di premiazione: la disidratazione non gli consentiva di completare fino in fondo il test antidoping. Domani l'unico giorno di riposo e il torneo di golf: il Mondiale riprende giovedì a Pozzolo di Villaga.

«Vicenza? Mais oui. Due settimane fa ero ad Arcugnano. Ci siamo allenati al Lac de Fimon». A sentire queste parole, i vicentini presenti nei giorni scorsi ai Mondiali di corsa orientamento a Chambéry hanno strabuzzato gli occhi. Del resto come svizzeri, polacchi e finlandesi, anche gli o-biker d'Oltralpe conoscono ormai la geografia dei Colli Berici meglio di molti autoctoni. Potenza dell'orienteering: uno sport ancora di nicchia, ma capace di far muovere uno zoccolo duro di aficionados da mezzo globo.
La provincia di Vicenza ne aveva già avuto testimonianza nel 2004, quando i Wmoc (mondiali master) portarono sull'Altopiano oltre 4 mila persone. Il segreto? Organizzare grandi eventi come i campionati del mondo (che vengono assegnati dalla federazione internazionale), o creare dei format appetibili quali il Moc (Mediterranean Orienteering Championship) oppure, per restare in provincia, gli Highlands Open.
«Le ricadute positive del Mondiale saranno molteplici - spiega l'event director di Mtbo 2011 Gabriele Viale - e alcuni effetti sono già visibili. In primis quelli economici: abbiamo stimato in circa un milione di euro la ricaduta sul territorio della carovana internazionale. Mille persone per dieci giorni fanno 10 mila presenze turistiche, senza considerare che molti team stranieri sono già venuti nel vicentino nell'ultimo anno in occasione dei campi di allenamento ufficiale. Inoltre questi atleti saranno gli ambasciatori nelle loro nazione delle nostre eccellenze ambientali, architettoniche ed enogastronomiche. Terzo aspetto, la presenza di tanti giornalisti e tv straniere rafforzeranno l'immagine internazionale di Vicenza e del Veneto nel mondo».

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Russia, Finlandia, Svizzera. Saranno queste le bandiere issate più di frequente durante le premiazioni dei campionati del mondo di mountain bike orientamento, che metteranno in palio 8 titoli Elite e altrettanti per gli junior.
Ma occhio alle possibili sorprese: l'Italia (con Laura Scaravonati) è fra queste, assieme a Polonia, Austria e Repubblica Ceca.
Leggi tutto: Un Mondiale per 3 e l'Italia si prepara a fare da outsider
Lunedì 15 agosto
SCALATO IL PASUBIO. Una bella giornata di sole ha accompagnati ieri il comitato organizzatore nella scalata al Monte Pasubio. Con le maglie e lo striscione ufficiale del Mondiale, la delegazione di MTBO 2011 ha affrontato la celebre Strade delle 52 Gallerie, scattando numerose foto commemorative. Un modo anche per "fare squadra" a una settimana dall'evento iridato (nella foto, l'event director Gabriele Viale).
MTBO 2011 A SAREGO. C'è anche Sarego tra le 23 amministrazioni comunali partner dei campionati del mondo. Uno stand promozionale dell'evento mondiale era presente in questi giorni nel comune dell'area berica, sede della popolare Sagra dell'Assunta e del concorso canoro "Sarego Famosi". (foto)
VEICOLI ELETTRICI CON BIKE BOUTIQUE. L'orienteering, lo sport dei boschi per antonomasia, dimostra ancora una volta una grande sensibilità ecologica. Saranno a emissioni zero infatti i veicoli a supporto dell'organizzazione per i trasferimenti dai parcheggi ai centri gara nei centri storici. Bike Boutique, azienda vicentina con sede in stradella San Marcello, metterà a disposizione degli organizzatori due veicoli elettrici Birò per i transfer cittadini, al fine di ridurre l'impatto ambientale nel centro storico. I mezzi Birò sfileranno anche durante la cerimonia di apertura di lunedì 22 agosto lungo Corso Palladio fino a piazza dei Signori.
BEPI SIMONI, DAI TRACCIATI AL PC. Un altro elemento portante dell'organizzazione tecnica è Giuseppe "Bepi" Simoni. Il presidente del Comitato Trentino della Fiso ha messo a disposizione tutta la sua esperienza di dirigente sportivo, che vanta tra l'altro ben 2 campionati del mondo (JWOC 2009 e mondiali ISF 2011), oltre a numerose 5 giorni e gare internazionali. Nel comitato MTBO 2011 Bepi è il supervisore di tutti i percorsi di gara e il tracciatore delle qualificazioni Long e della finale Sprint. Coordina inoltre il team dell'elaborazione dati grazie alla lunga esperienza in campo informatico.
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